Gateway to European Union      INTERREG IIIB Cadses
 
ROME PORTALS
Sitemap Intranet
  Umbria
 
Umbria Region        Via Flaminia        Artistic Performance        Rome Project       
 
  Historical View
  Touristic View
  Parks in Umbria
  Caesar's Waters
  Acque dei Cesari
La Via Flaminia
La regione delle acque
La via di Flaminio
1 - Narni
2 - San Gemini
3 - Acquasparta
4 - Massa Martana
5 - Assisi
6 - Cascata delle Marmore
7 - Fonti del Clitunno
8 - Foligno
9 - Nocera Umbra
10 - Gualdo Tadino
11 - Costacciaro
12 - Scheggia
 
La lezione dell'acqua
Le radici italiche dei Cesari
  News and Events
 

 
  viaflaminia.org

Via Flaminia - Acque dei Cesari - La via di Flaminio

La via Flaminia fu costruita da Caio Flaminio nel 220 a.C. e congiungeva Roma alla costa adriatica e alla pianura padana, dopo un percorso complessivo di 335 chilometri che toccava Otricoli, Narni, Bevagna, Nocera, Fano, Pesaro e terminava a Rimini (Ariminum), dove si congiungeva alla via Emilia. Nata in parte sull’antico tracciato di una precedente strada umbro-etrusca, la Flaminia era in origine una via a carattere prevalentemente militare, costruita per portare l’esercito in zona di operazioni contro i Galli nel più breve tempo possibile e difendere i nuovi insediamenti. Nel I secolo a.C., in età ciceroniana, venne sdoppiata con la costruzione di una variante che attraversava Terni, Spoleto e si ricongiungeva al vecchi tracciato nei pressi di Foligno. Molto curata, fu restaurata da Augusto, che costruì l’imponente ponte alle porte di Narni e a cui è dedicato l’arco di Rimini, da Vespasiano che nel 76-77 d.C. fece costruire una galleria nel Passo del Furlo accanto a quella più antica costruita da Umbri ed Etruschi, e da Adriano. Insieme all’Appia e all’Emilia, rimase una direttrice viaria fondamentale anche nel medioevo e, nel 1200, con l’emergere del francescanesimo, diventò di primaria importanza per raggiungere il Santuario di Assisi.

LA VIA DI FLAMINIO

Strano destino, quello del console Caio Flaminio, che passò alla storia per avere dato il nome ad una delle più importanti arterie viarie dell’Impero e che, proprio a poca distanza da quella strada, morì ucciso dalle truppe di Annibale, nella famosa Battaglia del Trasimeno. Eppure, la via Flaminia, «ab origine» - come direbbero i romani - esisteva già da molti anni. Certo, non era quella strada lastricata, curata e coccolata dai Cesari, che è giunta fino a noi. Era un tracciato che, quando si dice l’ironia della sorte, era stato costruito dagli etruschi, per collegarsi agli umbri e ai piceni. Tracciato tanto importante, già prima che Flaminio lo ampliasse, congiungendolo all’Urbe, anche grazie al quale gli etruschi usurparono ai romani la fama di grandi ingegneri, costruendo inoltre - a forza di aceto, acqua, fuoco e scalpello - la galleria del Furlo che diede inizio all’era delle gallerie stradali. Ma se per Roma, la Flaminia era una delle strade più importanti, che la collegava a Rimini, per gli umbri - anche quelli attuali - era ed è la via. Attraversa, infatti, tutta la Regione, unendone i centri principali e, addirittura, sdoppiandosi, all’altezza di Narni, in Flaminia vetus e nova, per tornare una cosa unica all’altezza di Forum Flaminii, più o meno nei dintorni dell’attuale Foligno. Conoscendo le necessità militari, logistiche, ma anche ludiche, dei romani, è impossibile pensare che una via di tale importanza non fosse ricca di mansio e terme, dove le truppe e – in generale – i viaggiatori potessero ristorarsi durante i trasferimenti.

Una via d’acqua E dove c’è un punto di ristoro, c’è acqua. Anzi, ci sono «le acque»: per la salute, da bere, acque sacre a cui celebrare riti. Differenze di uso, a seconda anche delle proprietà organolettiche, di cui i romani erano già consapevoli oltre duemila anni fa e che li spinsero a profondere grandi energie nella ricerca, conservazione e protezione delle sorgenti migliori. Sorgenti di cui la via Flaminia è letteralmente costellata e che, proprio in Umbria, vedono la loro maggiore concentrazione., data anche la natura prevalentemente calcarea dei terreni, che fa sì che tutto il territorio si configuri come un un grosso serbatoio di acqua. Sorgenti che ancora oggi formano l’itinerario di una preziosa eredità che è arrivata intatta, fresca e ristoratrice fino ai nostri giorni. Un itinerario da scoprire, giorno per giorno, fonte per fonte, come moderni pellegrini alla ricerca delle meraviglie del creato.

Dagli imperatori ai mistici Perché, non dimentichiamolo, la via Flaminia non è soltanto una via di soldati e di battaglie famose e cruente come quella di Sentino, o di Metauro, ma è anche la via che fece da teatro alla predicazione di San Francesco d’Assisi, che riconosceva all’acqua la stessa grande importanza che le davano i romani, anche se per motivi differenti. Laudato si’, mi’ Signore per sora acqua La quale è molto utile et humile et pretiosa et casta. Scrive Francesco nel Cantico delle Creature, ed è un singolare passaggio di testimone, lungo la via Flaminia, quello che avviene, idealmente, nel Medioevo tra l’Impero e la Chiesa, quando la mano che si distende verso la fonte, per abbeverarsi, non è più quella del soldato al ritorno dalla guerra, ma quella di un umile fraticello che predica la pace.


 
15-16 June 2007 Final Conference R.O.M.E. Project Invitation & Agenda
subscribe
my profile
unsubscribe

 
Usage Statistics