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  Arte e Comunicazione
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Arte e Comunicazione - Parte 1

La questione del rapporto tra arte e comunicazione non è certo nuova. Diciamo però che ora è meno chiara che nel passato. Il concetto di valutazione estetica dei prodotti d’arte con il tempo si è sovrapposto e sostituito alla necessità comunicativa dell’arte. Se non fosse una semplificazione fuorviante diremo che l’arte nasce proprio come necessità di comunicazione. Certo l’arte si manifesta anche come medium, intenso e necessario, con il soprannaturale, con il divino con la necessità di trascendere la realtà, ma è indubbio che gli affreschi nelle chiese medievali, avevano il compito preminente di raccontare le storie sacre e di ammaestrare. Il loro dovere era quello di rendere ufficiali le storie religiose. Tutto quello che veniva rappresentato in una chiesa, veniva ufficializzato e, diremmo adesso, otteneva la certificazione dell’ortodossia. Le scene sacre dipinte in una chiesa erano il racconto di fatti e storie che si ritenevano realmente accadute proprio perché erano rappresentate. Esisteva un rapporto diretto tra la verità e la sua rappresentazione. Oggi si dice: è vero, l’ho visto in televisione. Allora probabilmente si diceva: è vero, l’ho visto dipinto nella chiesa. La presenza di partner rumeni in questa sala mi fornisce l’occasione per ricordare gli splendidi monasteri della Bucovina che hanno le pareti affrescate, insolitamente all’esterno. In tal modo la chiesa diventava una sorta di palinsesto che ricordava, raccontava, ammoniva tutti quelli che passavano lì fuori. Era un vero e proprio mezzo di comunicazione di massa diretto all’esterno, a chi in chiesa ancora non entrava, ad un pubblico che non aveva il coraggio o l’intenzione di spingersi sin dentro l’edificio sacro. In queste chiese, viene spesso raffigurato il paradiso e l’inferno con le conseguenti delizie e sventure ed il messaggio è quindi molto chiaro. Tutti quelli che passavano da quelle parti non potevano fare a meno di vedere, ed erano stati avvisati. I valori estetici, cui noi diamo adesso grande rilevanza, erano relativamente importanti o quanto meno sottoposti alla gerarchia, all’utilitarismo dei concetti cui dovevano dare forza.

Piero della Francesca - La flagellazione di Cristo – 1450/1460 ca.


 
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