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Intorno ai primi anni ‘90 lo scrittore Stanislao Nievo decise di far rivivere i luoghi che avevano ispirato i grandi scrittori del passato, partendo dal Castello di Colloredo, dove il suo prozio Ippolito Nievo scrisse Le confessioni di un italiano.
Da questa prima idea, si è sviluppato il concetto di parco letterario non come aree recintate, ma zone dove andrebbero salvaguardati e mantenuti luoghi e paesaggio originali.
Si tratta di un nuovo modo di fare cultura,una cultura a portata di tutti, fuori dai canoni convenzionali, e grazie a questa iniziativa è possibile creare itinerari culturali inediti volti alla tutela e alla valorizzazione dei luoghi celebrati nelle opere dei più grandi autori italiani, dando vita ad un’esperinza unica per i visitatori che si trovano a “passeggiare tra le pagine di un libro”. I parchi letterari in Italia sono curati dalla Fondazione Ippolito Nievo che, attraverso la realizzazione di strutture di accoglienza, centri di informazione, visite guidate, iniziative culturali legate al mondo letterario, permette di intraprendere dei veri “viaggi sentimentali”.
“Nel nostro paese c’è solo l’imbarazzo della scelta, perché è tutto un parco letterario” (Nievo).
Attualmente, infatti, i parchi letterari costituiscono un ricco panorama per il nostro turismo culturale. Alcuni esempi sono i parchi letterari di: ANTONIO FOGAZZARO, in Lombardia; EUGENIO MONTALE in Puglia; IPPOLITO NIEVO in Friuli; CESARE PAVESE in Piemonte; GIOSUÈ CARDUCCI, DANTE ALIGHIERI e CARLO CASSOLA in Toscana; GIACOMO LEOPARDI nelle Marche; GABRIELE D’ANNUNZIO in Abruzzo; OMERO nel Lazio; GIAMBATTISTA VICO in Campania; CARLO LEVI in Basilicata; TOMMASO CAMPANELLA in Calabria; GIOVANNI VERGA, LEONARDO SCIASCIA e SALVATORE QUASIMODO in Sicilia, ecc…
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L’Umbria, vanta un’unico parco.
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