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Panoramica e normativa
L’articolo 9 della Costituzione attribuisce alla Repubblica compiti di promozione culturale, di ricerca scientifica e tecnica, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico nazionale.
In questo contesto anche i parchi culturali, di diversa natura, svolgono un ruolo di rilevante importanza, come luoghi strutturati che mirano alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale sul territorio, attraverso l’organizzazione dello spazio.
La normativa italiana non prevede il concetto di parco tematico o culturale, tuttavia è possibile seguire la situazione attraverso alcune tappe fondamentali, creando i presupposti per poterli specificatamente suddividere in tre categorie: archeologici, naturalistici e letterari.
La legislazione relativa al 1939 contemplava la tutela dei beni archeologici, storici ed artistici di rilevante interesse. Oggi Il Decreto Legislativo n. 42 del 2004, recante il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, all’articolo 10 (parte II) definisce beni culturali, oggetto di tutela, “le cose immobili e mobili appartenenti allo stato, alle regioni, agli enti pubblici territoriali, a persone giuridiche private senza fine di lucro che presentano interesse archeologico, storico, artistico o etnoantropologico. Inoltre sono considerati beni culturali: le raccolte di musei, gallerie ed altri luoghi espositivi, gli archivi ed i singoli documenti, le raccolte librarie delle biblioteche, tutti appartenenti allo stato, alle regioni e agli enti pubblici”. Ma lo sono anche quelle di eccezionale interesse culturale appartenenti a soggetti diversi da quelli sopraindicati. Rispetto al passato, sono stati inseriti nella categoria di beni culturali anche “le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose (D. Lgs. n. 42/2004, art.10, comma 3, lettera d).
Ed è qui, in questo contesto, che potrebbe collocarsi la fattispecie del parco letterario.
Nell’articolo n.101, invece, si delinea una distinzione tra area e parco archeologico e si definiscono “istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali”. Per area archeologica, quindi, si intende un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistoriche o di età antica, mentre per parco archeologico si intende un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto. L’interesse archeologico, quindi, si sposa con l’interesse paesistico, in quanto gli elementi ambientali costituiscono un elemento chiave del nostro patrimonio culturale. Non si può fare a meno di citare in merito la Convenzione Europea sul Paesaggio, stipulata il 20.10.2000, il primo trattato internazionale esclusivamente concernente la tutela, la valorizzazione e la gestione del paesaggio europeo. La convenzione impegna i governi a considerare il paesaggio un’entità complessa, frutto dell’interazione di fattori naturali ed antropici, da riferirsi al bene collettivo e ad introdurre strumenti di gestione e valorizzazione, nonché di recupero dei paesaggi degradati, superando la logica della tutela protezionistica.
A livello regionale, invece, la Legge regionale n. 24 del 2003 (e successive modificazioni) permette l’inserimento all’interno del Sistema Museale dell’Umbria anche i siti archeologici ai fini della valorizzazione complessiva del patrimonio culturale.
La programmazione regionale, inoltre, considera la filiera integrata Turismo-Ambiente-Cultura (D.A.P. 2006-2008) come uno dei fattori per lo sviluppo. La strategia mira al miglioramento della compatibilità ambientale delle produzioni agricole, al consolidamento della crescita del comparto agroalimentare, la costruzione di valorizzazioni di filiera degli elementi di eccellenza regionale (come i beni ambientali e culturali), la valorizzazione artigiana, commerciale ed agrituristica delle risorse, con l’obiettivo di promuovere in maniera integrata l’Umbria della qualità.
Ogni attività diretta a conservare e proteggere i beni culturali ed ambientali prevede la cooperazione tra i livelli di governo (Stato, Regioni, enti territoriali, ecc…).
Il punto di partenza per l’individuazione di un parco è la selezione del bene sul quale intervenire e la programmazione verso il miglior utilizzo dell’area. Nella scelta di cosa valorizzare, non si è condizionati dalla monumentalità, ma viene considerata soprattutto la sua rappresentatività a livello socio-culturale, in base, quindi, ad elementi fortemente caratterizzanti del territorio in esame. Una volta effettuata la scelta, si procede all’analisi degli obiettivi da raggiungere in base al target al quale è destinato il parco. Successivamente, si passa allo studio delle caratteristiche, del design architettonico e della sistemazione degli spazi, prevedendo itinerari didattici, percorsi guidati ed iniziative di vario genere. Gli elementi che costituiscono il nostro patrimonio culturale, storico, artistico e naturalistico sono innumerevoli ed in continua evoluzione, quindi è necessario che si crei un perfetto equilibrio tra la gestione e la pianificazione. Il parco diventa, allora, una realtà dinamica che integra la tutela e la conservazione con la valorizzazione, attraverso interventi innovativi volti alla produzione di stimoli sempre nuovi.
Aspetto fondamentale per la vita di un parco è la fruizione, in modo da rendere il bene godibile da parte di un vasto pubblico e trasformandolo, di conseguenza, in una risorsa culturale, turistica ed economica e questo avviene soprattutto grazie alla comunicazione visiva, che completa il lavoro attraverso l’organizzazione grafica dei vari prodotti necessari alla migliore accessibilità. Per comunicazione visiva si intende, quindi, la realizzazione di pubblicazioni e materiale pubblicitario come brochure, depliant, guide, cartine, segnaletica stradale e pannelli da distribuire lungo il percorso. In questo modo il visitatore avrà la possibilità di scegliere come procedere nella visita, scegliendo se fermarsi al solo aspetto visivo o se approfondire la conoscenza tramite i testi. Questo permette di dare luogo a giochi di richiami e riflessi tra i vari prodotti grafici, attraverso un’immagine coordinata, mantenendo il visitatore concentrato sui contenuti. La comunicazione diventa inscindibile da qualsiasi prodotto in quanto silenziosamente richiama l’attenzione, coinvolge, comunica il messaggio e lascia una memoria.
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