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TEMPIETTO DEL CLITUNNO
Nel Comune di Campello sul Clitunno, lungo le rive del fiume omonimo, vive un angolo di straordinaria bellezza, in una ricca zona di richiami culturali ed artistici. Le acque del fiume furono, infatti, decantate da grandi poeti e scrittori del passato come Virgilio (nelle Georgiche), Plinio il Giovane, Carducci e Byron, che ne descrissero la limpidezza oltre alla bellezza della natura circostante. Sulle sponde del laghetto delle Fonti sorgevano sacelli, ville e terme suntuose, dove si svolgevao annualmente feste religiose con gare, rappresentazioni e combattimenti di gladiatori. Seguendo il corso dell’acqua, poco distante si scorge il Tempietto del Clitunno, risalente al periodo tra il IV ed il VII secolo d.C.

Gli storici sono concordi nel ritenere che il tempio fu inizialmente creato come luogo pagano, ma poi completato come chiesa cristiana. L’edificio fu costruito sopra una delle tante sorgenti del fiume, utilizzando soprattutto materiali di recupero. La struttura è composta da due ambienti sovrapposti: il primo, che faceva parte dell’antica costruzione pagana, si trova a livello del suolo e funge da cripta mentre anticamente era il serbatoio di una piscina, antistante il tempio; il secondo locale, invece, fa parte della ricostruzione altomedievale ed anticamente era accessibile solo da due rampe di scale terminanti in un piccolo portico. La facciata è costituita da regolari file di conci calcarei ed è preceduta da un portico a quattro colonne, due delle quali addossate ai pilastri scanalati e due centrali con decorazione di foglie di palme, che terminano in eleganti capitelli corinzi a sostegno della trabeazione. Sulla base del frontone si trovavano iscrizioni delle quali resta solo qualche frammento, mentre al suo interno un stupendo timpano scolpito a bassorilievo con volute di foglie di vite. Nella parete absidale si apre una piccola edicola all’interno della quale si trovano dei dipinti raffiguranti il Pantocrator tra gli apostoli Pietro e Paolo con degli angeli in alto, ritenuti le più antiche testimonianze pittoriche dell’Umbria.

Il tempio ebbe molti proprietari tra cui frà Paolo che dopo un terremoto staccò un cornicione e demolì due portichetti laterali, che conducevano al pronao attraverso le scale, per poi venderli. Nel 1765 il Cardinale Carlo Rezzonico emise un decreto per la conservazione del luogo e tra il 1858 ed il 1894 fu accuratamente restaurato. Anticamente il tempietto fu oggetto di studi per l’architetto Francesco di Giorgio Martini e Palladio, il quale lo usò come esempio per i suoi studi sulle architetture classiche.
Nel medioevo, il Comune di Spoleto costruì accanto al tempio un mulino per il grano e l’olio, funzionante con la forza motrice dell’acqua che proveniva dal fiume. Oggi, restaurato, è diventato una Residenza, all’interno della quale possono ammirarsi le antiche macine del 1400 ancora oggi funzionanti. La suddetta struttura potrebbe rivelarsi una risorsa anche in funzione di una collaborazione tra pubblico e privato.
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