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Cultural Parks - Parks - Otricoli (ita)
PARCO ARCHEOLOGICO DI OTRICOLI

Otricoli attualmente è una delle aree archeologiche più importanti dell’Umbria. Sorta in età pre-romana su un’altura, la città di Ocriculum (Acropoli), in età repubblicana, scese nella pianura sottostante, nei pressi del Tevere, dove prese vita il porto della città (Porto dell’Olio), dandole una posizione strategica e commerciale che consentì un forte sviluppo soprattutto in età imperiale attraverso la via fluviale, oltre alla via terrestre della Flaminia. In età imperiale ebbe una intensa e fiorente vita economica grazie anche all’agricoltura. Fu una citta ricca e attiva e divenne anche mèta di villeggiatura, grazie alla bellezza del paesaggio, infatti molti ricchi personaggi vi possedevano delle ville, come la suocera di Plinio il Giovane. Nel VI secolo, la popolazione tornò sul colle, dove si trova oggi l’odiena Otricoli, per meglio difendersi dalle invasioni barbariche e gli unici resti appartenenti al centro antico sono alcuni tratti di mura e grandi blocchi di tufo.

Le prime campagne di scavo risalgono ai primi anni del Seicento che riportarono alla luce un vasto patrimonio di opere d’arte ed iscrizioni, oggi custoditi nei musei vaticani. I lavori più intensi ebbero luogo nella seconda metà del XVIII, ma dagli anni Novanta le ricerche sono riprese a cura del Ministero per i Beni e le Attività culturali dell’Umbria ed oggi ci si trova di fronte ad un imponente complesso dei resti.

Il percorso di visita alla città antica di Ocriculum inizia con i monumenti funerari che si trovano lungo la via Flaminia prima dell’ingresso alla città. Di questi rimane il nucleo cementizio senza i blocchi di rivestimento in travertino e laterizio, che sono stati riutilizzati nell’attuale borgo di Otricoli o conservati in collezioni private e pubbliche. Ancora al difuori dell’area urbana, a sinistra della via Flaminia è ubicato l’Anfiteatro, in parte costrutito ed in parte addossato alla collina. Tutta la parte esterna è scomparsa, ma della cavea rimangono alcuni tratti della galleria intermedia, coperta a crociera e sormontata da piccoli vani con piccole volte inclinate per consentire l’appoggio delle gradinate, resti di una galleria più iunterna, tratti di un corridoio, le scale di comunicazione degli ambulacri. Rimangono inoltre conservati il piano dell’arena e parte del podio. Il monumento appartiene all’età augustea, insieme al Teatro le Sostruzioni, il Foro e la Basilica, mentre le Terme risalgono al II secolo d.C.. Queste ultime furono costruite su un’area pianeggiante, sistemata e livellata da opere che hanno permesso di convogliare le acque del torrente rio S. Vittore, in un canale sotterraneo per poi sfociare nel Tevere sotto la Chiesa di San Vittore. Del complesso termale rimane visibile solo l’aula ottagonale dove si trovava il mosaico raffigurante al centro una medusa ed in due fasce scene di lotta tra centauri, greci, tritoni, nereidi e mostri marini. In un ambiente adiacente alla sala si trovava un altro mosaico, in bianco e nero, raffigurante Ulisse legato alla nave. Attualmente entrambi i mosaici si trovano nella Sala Rotonda del Vaticano.

Il Teatro fu costruito sfruttando, per il lato posteriore, il pendio del terreno sul quale si appoggia, mentre per la parte davanti alla cavea fu appositamente creata una spianata sorretta da sostruzioni, ora nascoste. Dietro le gradinate, parzialmente visibili, si trovano due ambulacri e tramite alcune aperture la galleria veniva collegata alla cavea, oggi priva di gradini. Si ritiene che la scena fosse ricca di statue e che ad esse appartengano le due enormi Muse sedute, oggi conservate nella sala a croce greca dei Musei Vaticani.

Proseguendo nel percorso si giunge all’area del Foro. In questa zona erano situati importanti monumenti, dei quali purtroppo rimangono solo alcuni resti murari, come la Basilica, ricostruita dalla pianta del Pannini. Secondo questi disegni, l’edificio aveva pianta quadrata, tre navate con due file di colonne, un’abside su uno dei lati corti ed esternamente era circondato da un portico. Anche da qui sono state prelevate molte statue, allora presenti lungo la parete di fondo ed oggi nei Musei Vaticani.

Il monumento più imponente e caratteristico di Otricoli è costituito dalle grandi sostruzioni. Queste sono delle strutture basamentali totalmente o parzialmente interrate, destinate a reggere, l’edificio sovrastante come in questo caso, dove la costruzione doveva sostenere un edificio pubblico, del quale però non rimane traccia. Nelle zone in pendenza, le sostruzioni sono in gran parte esterne per assicurare un uniforme piano di appoggio. L’edificio di Otricoli, fa parte di una grande terrazza ed è costituito da dodicici ambienti disposti su due piani, di cui quello inferiore è ora quasi impraticabile. Gli ambienti sono comunicanti tramite degli archi a tutto sesto ed il lato verso il teatro è costrituito da una serie di arcate.

In un luogo molto caratteristico, tra il bosco e il Tevere, si trova, , invece, la Chiesa di San Vittore (martire del II secolo d.C.), di origine paleocristiana e rivisitata nel Settecento. Ci si trova di fronte ad un edificio molto semplice, costituito solo da una porta con un architrave dalla cornice marmorea decorata da tralci vegetali e palmette. Gli scavi documentano una cripta ed una galleria cimiteriale, oltre al rinvenimento di un sarcofago in travertino contenente il corpo di S. Medico, ora nella Collegiata di Otricoli. Dietro la chiesa è visibile l’Abbazia di San Vittore, attualmente inaccessibile.


 
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