PARCO ARCHEOLOGICO DI CARSULAE

Uno dei siti archeologici umbri più importanti e di grande bellezza è quello che sorge nell’area di Carsulae, tra i comuni di Sangemini, Terni ed Acquasparta (Tr) ai piedi dei Monti Martani. La città sorse dopo l’apertura della via Flaminia, che rappresentò un momento di grande sviluppo, facendola diventare una delle “stationes” della via stessa nei pressi delle sorgenti di San Gemini e un punto di riferimento per le popolazioni limitrofe, che vi si avvicinarono.
Carsulae era una città ricca, un centro di cultura e civiltà di grande rilievo, eppure venne abbandonata dagli abitanti che si spostarono sulle alture (probabilmente Cesi) dalle quali erano scesi molti secoli prima. Non è chiaro il motivo che portò alla decadenza della città romana, si ritiene che la causa principale possa essere identificata nella sostituzione del vecchio tracciato della via Flaminia con quello nuovo orientale di Terni - Spoleto, ma non si esclude la possibilità di invasioni barbariche o di un terremoto. Le rovine di questa città furono scoperte nel XVI secolo, quando vennero avviate dal Principe Federico Cesi le prime ricerche sul territorio, ma solo gli scavi avvenuti tra il 1951 ed il 1972, hanno portato alla luce una grande quantità di monumenti e strutture, nella loro sostanziale integrità.
L’itinerario di visita all’area archeologica inizia dalla Chiesa di San Damiano, edificio medievale sorto sulle rovine di un edificio romano, del quale si possono ancora vedere alcune tracce. All’edificio originale fu aggiunto, nel lato anteriore, un portichetto con due colonnati. Davanti alla chiesa, particolarmente interessante, è la pavimentazione della via Flaminia, rimasta praticamente intatta. Più a sud si trovano i resti di un complesso termale, dove sono ancora visibili le cisterne che facevano parte del sistema di conservazione delle acque. Proseguendo la visita, si può ammirare il foro, piazza della città dove si svolgevano le attività pubbliche, dotato di due archi che vi permettevano l’accesso. Intorno al foro si trovavano alcuni edifici pubblici. Sopra le sostruzioni meridionali del foro furono costruiti due piccoli edifici identici, i templi gemini, dedicati ad una coppia di divinità e di cui restano solo i due podi in lastre di pietra rosa. Di fronte al foro, si trova una grande Basilica, dove si svolgevano le attività commerciali ed amministartive. L’esterno era contraddistinto da un rivestimento di lastre marmoree, delle quali si può vedere qualche residuo, mentre l’interno è suddiviso in tre navate, due file di pilastri a sostegno della copertura e sul fondo un’abside semicircolare.

Sul lato orientale imponente emerge, delimitato da un muro, il complesso dell’anfiteatro e del teatro. Il primo è stato costruito servendosi di una cavità naturale consentendo di ricavarne le gradinate, mentre il teatro è stato completamente costruito sopra il suolo. Percorrendo la Flaminia, si arriva all’Arco di S. Damiano, porta monumentale di ingresso alla città, uscendo dalla quale ci si trova nella necropoli monumentale, edificio funerario di grande valore architettonic
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