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La variante brindisina ci porta a San Vito dei Normanni che ebbe nel Medioevo notevole splendore e ospitò una colonia slava che le fruttò, fino al 1863, il nome di San Vito degli Schiavoni. La cittadina conserva tratti di mura merlate e il castello feudale del XV secolo.
La Parrocchiale barocca di S. Maria della Vittoria fu eretta per celebrare la vittoria di Lepanto. Interessanti i suoi dintorni: a circa 1,5 chilometri da San Vito, sul fianco di una valletta, è scavata la Grotta di S. Biagio: poco più di 60 mq in tutto, con una piccola abside e affreschi, probabilmente del XIII e XIV secolo, illustranti in numerose composizioni i fatti evangelici.
A circa 2 chilometri dalla Grotta di S. Biagio, nei pressi della Masseria Cafaro, troviamo la Grotta di S. Giovanni con affreschi della fine del XII secolo, alcuni con chiarì influssi bizantini, e un'iconostasi.
Nei pressi della Masseria Campi Distrutta troviamo gli avanzi di una colossale opera muraria. E' il "Limitone" o Paretone dei Greci.
E' un muro lungo quasi 2 chilometri, largo 6,5 metri e alto 1,5. Sulla destinazione dell'opera, che pare dati dall'VIII secolo, corrono numerose supposizioni.
Nella variante da Nardò a Lecce incontriamo Galatina con la chiesa di S. Caterina d'Alessandria costruita alla fine del Trecento, con una facciata tricuspidata e un interno interamente affrescato. Notevoli la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, dalla grandiosa facciata barocca, e quella ottagonale delle Anime, anch'essa barocca.
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