|
L’ ALLEGORIA DI UN ABBRACCIO D’ACQUA
A Foligno, poco distante dalla sorgente di Sassovivo, le due flaminie (e questo può essere letto come l’ennesima allegoria umbra dell’abbraccio con passaggio di testimone tra Impero romano e cristianesimo) si ricongiungono in una sola via, per proseguire verso nord-est e, passata l’antica Forum Flaminii, continuare verso la Fonte Angelica.
CAIO FLAMINIO
Un destino di grandezza già nel nome, che significa «sacerdote sacro», per questo tribuno della plebe eletto console a furor di popolo e che costellò la sua storia di glorie militari, opere pubbliche, fondazioni di città e promozione di manifestazioni ed eventi.
Insomma, prima che il «perfido» Annibale lo facesse cadere in un tranello, trucidandolo con tutti i suoi uomini a Tuoro sul Trasimeno durante la Seconda Guerra Punica, il console Caio Flaminio non stava fermo un attimo.
La fama maggiore, oltre alla battaglia che ne vide la tragica fine, la deve alla costruzione della strada che porta il suo nome, la via Flaminia, che congiunge Roma a Rimini attraverso il Lazio, l’Umbria e le Marche. Tuttavia Caio Flaminio, promosse a Roma i Ludi Plebei, contraltare popolare dei Ludi Romani riservati all’aristocrazia, che furono celebrati all’inizio proprio per sollevare il morale del popolo dopo le invasioni cartaginesi. I giochi, chiamati anche Tauri e Apollinari, si tenevano nel Circo Flaminio, eretto sempre dal console, che si trovava nella zona tra vie delle Botteghe Oscure e il Portico d’Ottavia. Ai giochi fu attribuita la commemorazione della riconosciuta sovranità popolare, in seguito alla riconciliazione del patriziato con la plebe, dopo la famosa secessione dell'Aventino
Ma Caio Flaminio fu anche tra i fondatori di Aquileia, insieme a Publio Scipione Nasica e Lucio Manlio Acidino. Fondò molti centri anche lungo la Flaminia, mentre i lavori di costruzione procedevano.
Giano dell’Umbria e Forum Flaminii sono tra le più note. Quest’ultima, a ridosso dell’odierna Foligno, perpetua, insieme alla via, il nome del console.
|