ORACOLI NELLA CORRENTE

Rientrati sulla Flaminia, proseguendo verso Foligno e lasciato alle spalle Spoleto, si incontra il luogo acquatico forse più magico e famoso dell’intera Umbria: le Fonti del Clitunno.
Cantate da Plinio il Giovane, Virgilio, Properzio e, in tempi più recenti, da Byron e Carducci, erano un luogo sacro della romanità, dedicato al Dio Clitunno, che qui profferiva i suoi oracoli. Erano le sedi dei «clitunnali», frequentati anche dall’imperatore Caligola e, secondo la leggenda, se si facevano bagnare nelle sue acque dei buoi bianchi, essi ne sarebbero emersi ancora più candidi. In questo luogo magico e mistico, dove profondo è l’intreccio tra natura, ambiente e religiosità, l’acqua sgorga da molteplici polle nelle fratture della roccia, le sabbie ribollono sul fondo del laghetto circondato da salici piangenti e pioppi e punteggiato di isolotti. Ora è un parco naturale ovviamente tutelatissimo, ma in epoca romana era un’importantissima stazione climatica e sulle sue rive sorgevano ville patrizie, terme, bagni pubblici e un albergo.
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