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Via Flaminia - Acque dei Cesari - Narni
L’ACQUA DEL CENTRO ITALIA

Il nostro viaggio inizia a Narni, che si contende con Rieti il titolo di «centro dell’Italia». Ricca di acquedotti e di sorgenti (ce ne sono ben sette), tra cui quella dedicata alla Dea Feronia, una delle divinità più antiche della stirpe umbro-sabina. La dea personificava la primavera e, a Narni, era circondata da un culto speciale. La città è stata uno snodo importantissimo: il punto nodale in cui la Flaminia si biforca trasformandosi in Flaminia Nova e Flaminia Vetus, per poi ricongiungersi a nord-est, a Foligno. Il suo monumento forse più famoso è il ponte di Augusto, fatto costruire dall’imperatore sul fiume Nera nel 27 a.C., proprio in occasione del potenziamento e dello sdoppiamento dell’asse viario. Oggi, dei suoi 160 metri originari, resta in piedi solo la prima arcata. Non è tuttavia il solo monumento importante e, se circoscriviamo il discorso solo all’acqua, non possiamo non citare l’acquedotto romano della Formina, che rifornì la città di Narni fino ai primi decenni del 1900 ed è possibile visitare sia nei trafori interni di San Biagio e del Monte Ippolito, sia camminandoci sopra, attraverso il ponte Cardona, che altri non è se non il percorso in superficie del Formina nonché, come si accennava prima, il centro geografico della Penisola.

Ultima tappa prima di lasciare Narni, la «Grotta di Orlando», piena di misteriosi simboli risalenti all’età pre-romana e appartenenti al culto delle acque e della fertilità. Possono essere infatti ammirati, scolpiti nella roccia, un doppio fallo a carattere propiziatorio, una mezzaluna e un segno di più difficile lettura che, secondo alcuni sarebbe il simbolo dell’organo femminile, mentre la leggenda vuole siano le impronte lasciate dal cavallo del paladino. Tra gli altri segni scolpiti a rilievo, un uccello acquatico, una nave, un delfino e una stella, riconosciuta anch’essa come simbolo di fertilità.


 
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