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La regione delle acque
L’Umbria è senza dubbio una Regione di grandi Acque, non solo perché lo stesso fiume Tevere scorre per tre quarti del suo percorso sul nostro territorio, ma perché moltissime sono le sorgent idi acqua minerale e le fonti termali.
Fonti antichissime, testimoni del passaggio della storia, dagli Umbri e gli Etruschi ai Cesari, da San Francesco d’Assisi ai giorni nostri. Sono siti di rilevante interesse naturalistico e ambientale, oltre che storico, custoditi come gemme preziose già in epoca romana.
La Regione, che ha fatto della tutela del territorio la sua principale bandiera, guadagnandosi il titolo di cuore verde d’Italia, propone all’interno del progetto R.O.M.E. questo itinerario, che si muove lungo l’asse della via Falminia, l’arteria principale dell’Umbria, e tocca alcune fra le più apprezzate sorgenti idrominerali.

L’elemento unificante del paesaggio umbro è rappresentato dal sistema di basse colline e pianure alluvionali che attraversa la regione da nord a sud (valle del Tevere, valle Umbra), costituito per lo più dai fondali ormai emersi dell’antico “lago tiberino”, contrappunto e divisore delle principali dorsali montuose.
Per le loro caratteristiche eterogenee e le diverse permeabilità, questi terreni assumono una grande importanza dal punto di vista idrogeologico perché funzionano da serbatoi di accumulo delle acque che si infiltrano nelle pianure e nei rilievi calcarei adiacenti. I depositi lacustri sabbiosi e ghiaiosi e i travertini presenti nel sottosuolo accolgono efficacemente le risorse idriche le quali si mineralizzano acquisendo diverse peculiarità e, a volte, caratteri di grande pregio, in relazione alle caratteristiche delle rocce che attraversano, ai tragitti che compiono e ai tempi di permanenza nel sottosuolo; questo è quanto accade in maniera assai concentrata, nell’area fra San Gemini e Villa San Faustino, alle pendici dei Monti Martani.
Le acque minerali naturali che si rinvengono copiose in questa area sono in parte alimentate dalle acque di infiltrazione diretta all’interno dei depositi lacustri (come per Fabia, Aura, Amerino) e, in parte, alimentate dalle grandi montagne calcaree carsificate che, aiutate dall’azione delle faglie e da complessi reticoli di fratture, nelle cavità del loro ventre ospitano autentici fiumi, condotte e laghi profondi. Queste acque provenienti dalle dorsali carbonatiche talvolta arrivano generosamente a giorno alla base dei versanti, con inaspettate note oligominerali dovute ai brevi tempi di contatto con le rocce che le contengono (come a Gualdo Tadino) - talvolta presentano maggiore mineralizzazione per i tragitti più lunghi che compiono - ed effervescenza naturale grazie alla risalita di anidride carbonica di origine profonda che, risalendo attraverso le faglie che bordano i massicci, si discioglie nell’acqua (come per la Sangemini e la San Faustino).
Progetto di Gabriella Belisario, Ivan Demenego, Giulio Somma
Testi: Gabriella Belisario- Filippo Belisario
Foto: Ivan Demenego
Le Acque dei Cesari sono un marchio comunitario: registrazione n.5246426
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